C’è un filo che unisce il noccioleto al vasetto di crema, il campo al confezionamento, il produttore al consumatore. Il 13 maggio, a Vignanello, in provincia di Viterbo, Ortofrutta Experience ha seguito quel filo fino in fondo, aprendo le porte di O.P. Agrinola Società Cooperativa a studenti, cittadini e istituzioni locali.

Una giornata di festa e di condivisione — come l’ha definita Federico Laurenti, Consigliere dell’OP — pensata per avvicinare le nuove generazioni a una delle produzioni agricole più preziose del Lazio settentrionale: la Nocciola Tonda Gentile Romana.

Una cooperativa radicata nel territorio

Fondata nel 1997 e riconosciuta dall’Unione Europea come Organizzazione di Produttori, Agrinola riunisce oggi 230 coricoltori le cui aziende agricole si estendono su oltre 1.500 ettari concentrati nell’area nord del Lazio, in un territorio vocato da secoli alla coltivazione del nocciolo. La cooperativa non si occupa soltanto della filiera post-raccolta, ma fornisce ai propri soci quel supporto tecnico e amministrativo di cui una coltura altamente specializzata come il nocciolo ha bisogno per esprimere il meglio di sé.

«Seguiamo i nostri soci dalla A alla Z» ha spiegato Alessandro Romani, tecnico dell’OP. «Li guidiamo verso le produzioni biologiche e integrate, gestiamo la doppia raccolta in modo oculatissimo e li accompagniamo durante tutto l’anno corilicolo: dalla gestione dei mezzi agricoli fino a portare a termine le annualità senza problemi di ogni genere. Li conosciamo come una grande famiglia.»

Il viaggio nella filiera

Al centro della visita, il magazzino: cuore operativo della cooperativa e protagonista assoluto di un Open Day che, cadendo fuori dalla stagione di raccolta, ha scelto di raccontare la nocciola attraverso ciò che accade dopo il campo.

A guidare gli studenti delle scuole medie di Vignanello è stato Giuseppino Lupi, tecnico agronomo dell’OP, che ha illustrato passo dopo passo l’intero processo produttivo. «La visita è iniziata dal momento in cui il produttore arriva con il suo prodotto dal terreno» ha raccontato Lupi. «C’è una prima fase di scarico in cui vengono ricevute le nocciole sia sporche che pulite: quelle sporche vengono prima liberate dai detriti della raccolta e poi avviate agli essiccatori, mentre quelle già essiccate vengono collocate negli appositi siti di stoccaggio.»

Da lì inizia la seconda parte del processo, quella della trasformazione: sgusciatura meccanizzata e selezione ottica, che consente di ottenere un prodotto calibrato, uniforme e di altissima qualità costante. Macchinari di ultima generazione — tra cui sistemi a risonanza — lavorano in sinergia con il controllo manuale finale per garantire che ogni nocciola che lascia il magazzino rispetti gli standard rigorosi della cooperativa.

Formare il futuro

Se la filiera è stata il filo conduttore della giornata, il vero protagonista è stato il pubblico: gli studenti. Una presenza che ha emozionato i responsabili dell’OP e che Laurenti ha voluto sottolineare con forza.

«Siamo particolarmente contenti della presenza degli studenti» ha dichiarato il Consigliere. «Riteniamo che nel loro percorso formativo debbano avere sin da subito una certa vicinanza alle realtà produttive del territorio. Il lavoro nel comparto frutticolo richiede passione, dedizione e sacrificio — ma condotto con le giuste competenze e professionalità può dare alta soddisfazione, personale ed economica.»

Un messaggio diretto, concreto, che va oltre la visita e si trasforma in orientamento: l’agricoltura come scelta consapevole, non come retaggio del passato.

Si è tenuta ieri la quinta tappa di Ortofrutta Experience, il progetto di Italia Ortofrutta dedicato all’apertura delle Organizzazioni di Produttori verso il mondo esterno. Protagonista di questa giornata: AOP Arcadia e l’azienda agricola Fratelli La Pietra, nel cuore della Puglia.

«Siamo qui per aprire il mondo delle organizzazioni produttori al mondo esterno e far conoscere cosa succede all’interno», ha dichiarato Vincenzo Falconi, Direttore di Italia Ortofrutta, tracciando la missione di un progetto che, tappa dopo tappa, sta costruendo un ponte tra chi produce e chi — agronomi, professionisti della ristorazione, operatori digitali, semplici curiosi — vuole capire da dove vengono i prodotti che arrivano in tavola.

Un’azienda che produce il futuro

Guidati da Andrea Badursi, Presidente di Asso Fruit Italia e Italia Ortofrutta, i partecipanti hanno avuto l’opportunità di visitare una delle strutture più avanzate nel panorama ortofrutticolo italiano. «Il nostro scopo è far conoscere cosa c’è dietro ai prodotti che arrivano sulle tavole di tutti», ha spiegato Badursi. «Questa è un’azienda leader nella produzione di pomodoro con tecnologie sostanzialmente all’avanguardia.»

A raccontare nel dettaglio quella tecnologia è stato Lino La Pietra, uno dei soci dell’azienda: «Facciamo idroponica dal 2000 perché vogliamo essere proiettati nel futuro.» Una scelta nata da una visione precisa e da numeri che parlano chiaro. La coltivazione idroponica — che prevede la crescita delle piante su substrato inerte, alimentate con sali minerali — consente un risparmio idrico di circa l’80% per ogni chilo di pomodoro prodotto, riducendo al tempo stesso il consumo di suolo.

Il valore di aprire le porte

La giornata ha confermato ciò che Ortofrutta Experience si propone ad ogni tappa: che la conoscenza diretta della filiera non è un esercizio accademico, ma uno strumento concreto di valorizzazione. Vedere come nasce un prodotto cambia il modo in cui lo si racconta, lo si vende e lo si sceglie.

La quinta tappa si chiude con la consapevolezza che innovazione e sostenibilità, nell’ortofrutta italiana, non sono obiettivi distanti — sono già realtà.

Quarta tappa del 2026 per Ortofrutta Experience, il progetto nazionale promosso da Italia Ortofrutta – Unione Nazionale con il patrocinio del MASAF. Il 14 aprile è stata la volta dell’OP Gelese, realtà produttiva radicata nei suoli litoranei sabbiosi del Golfo di Gela, in quel territorio della Sicilia sud-orientale che da decenni è sinonimo di pomodoro da mensa di qualità.

Il titolo scelto per la giornata, “Un pomodoro per il futuro”, non era una semplice etichetta: era una promessa. E l’OP Gelese l’ha mantenuta, mostrando agli ospiti un’agricoltura che guarda avanti senza dimenticare le proprie radici.

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Gli studenti dell’IPSASR di Niscemi protagonisti della giornata

Circa cinquanta persone hanno preso parte all’evento, tra cui le due classi terminali dell’Istituto Professionale Agrario “Leonardo da Vinci” di Niscemi (CL), accompagnate dai loro docenti. Una scelta coerente con il format di Ortofrutta Experience: portare i giovani che studiano agricoltura a vedere dal vivo come funziona una moderna Organizzazione di Produttori, trasformando la teoria in esperienza diretta.

Ad accoglierli, oltre allo staff dell’OP, i rappresentanti dell’Amministrazione Comunale e la stampa locale, a testimonianza dell’attenzione del territorio verso un’iniziativa che parla di futuro.

Dal campo al magazzino: la filiera del pomodoro in ogni suo passaggio

Il percorso della giornata ha seguito la traiettoria naturale del prodotto. Dopo i saluti istituzionali e la presentazione dell’OP a cura del presidente e dell’agronomo, i partecipanti si sono spostati in campo per visitare un’azienda socia dove il pomodoro viene coltivato in fuori suolo su growbag in fibra di cocco.

Non una serra qualunque: qui il controllo climatico e la gestione dell’irrigazione avvengono tramite sensori gestiti e monitorati da remoto. Un sistema di irrigazione di precisione che ottimizza ogni goccia d’acqua, riduce gli sprechi e consente una gestione agronomica sempre più accurata. I ragazzi si sono trovati di fronte a una realtà produttiva che somiglia più a un laboratorio tecnologico che all’idea tradizionale di campagna.

Il rientro agli stabilimenti produttivi ha offerto un ulteriore momento di sorpresa: la linea di lavorazione del pomodoro “Cuore di bue”, dotata di un sistema di selezione a fotocellula capace di classificare ogni frutto per calibro e per colore con una precisione impossibile all’occhio umano. Tecnologia al servizio della qualità, in un impianto che produce pomodoro apprezzato sui mercati nazionali ed esteri.

Un’OP che fa della ricerca una vocazione

L’OP Gelese non è nuova alla sperimentazione. Nata come filiale dell’OP Agro Verde, da cui ha ereditato know-how e compagine sociale, ha costruito nel tempo una reputazione solida nella ricerca applicata. Tra le collaborazioni più significative, quella con ENI e la multinazionale Air Liquide per la concimazione carbonica: un processo che prevede l’erogazione di CO₂ in serra per migliorare l’efficienza fotosintetica delle piante, utilizzando anidride carbonica recuperata da pozzi di petrolio esausti e sottraendola così all’atmosfera. Una sfida pionieristica che trasforma un problema ambientale in una risorsa agricola.

Da circa vent’anni è inoltre attiva una convenzione con la Facoltà di Agraria dell’Università di Catania per tirocini dedicati agli studenti: un ponte stabile tra formazione e produzione.

Sostenibilità come metodo, non come slogan

Tutta la produzione dell’OP si sviluppa nel rispetto dell’ambiente: varietà OGM free selezionate per la resistenza agli agenti patogeni, solarizzazione del suolo in sostituzione dei disinfestanti chimici, impollinazione con insetti, difesa biologica con predatori naturali e utilizzo di microrganismi utili contro la stanchezza del terreno. L’OP è certificata GlobalGAP in opzione 2.

Le voci della giornata

Stefano Italiano, presidente dell’OP Gelese, ha rivolto agli studenti un messaggio che andava ben oltre la visita in campo: “Sono molto contento di questi giovani che li vedo molto interessati. Ho l’augurio che possano crescere e iniziare delle attività sul territorio senza pensare di poter andare via, e cercare di valorizzare quello che già abbiamo, quello che i loro genitori hanno fatto. Le nuove tecnologie sicuramente attrarranno molti più giovani di quello che poteva essere in passato.” Un invito a restare, a costruire qui, consapevoli che un settore in trasformazione offre oggi opportunità che un tempo non esistevano.

Giuseppe Giardino, Direttore dell’OP Gelese, ha offerto il punto di vista di chi opera sul campo ogni giorno: “L’agricoltura non si ferma, l’agricoltura ha bisogno di innovazione, l’agricoltura ha bisogno delle nuove tecnologie perché oramai l’agricoltura vincente è l’agricoltura di precisione.” Giardino ha poi sottolineato il valore strategico di aprire le porte ai giovani: “Loro effettivamente rappresentano il futuro — il futuro prossimo — e devono conoscere cosa significa essere un’organizzazione di produttori, perché l’OP può dare a loro sicuramente delle opportunità anche di lavoro nell’avvenire.”

Luciano Caruso, Vice Presidente di Italia Ortofrutta, ha portato la voce del progetto nazionale senza nascondere le difficoltà reali del comparto: “Oltre a far conoscere le aziende dei vari territori alle famiglie e agli studenti, andiamo anche a rappresentare tutte le problematiche del comparto agricolo legate alle difficoltà che ci sono nel campo sociale ed economico. Soprattutto in questo periodo, con questi focolai di guerra, abbiamo un aumento di prezzi nelle materie prime che si vanno a riflettere nel campo produttivo.” Un messaggio di trasparenza e responsabilità che ha dato alla giornata una dimensione più ampia, ben oltre la visita in campo.

Conclusioni

A chiudere la giornata, un momento di discussione guidata con i partecipanti, per verificare se il messaggio centrale dell’Open Day fosse stato recepito: l’importanza dell’aggregazione che le Organizzazioni di Produttori rappresentano e il ruolo sempre più decisivo dell’innovazione tecnologica per consentire alle nuove generazioni di praticare un’agricoltura sostenibile.

Poi il buffet con i sapori del territorio locale, e un piccolo cadeau per tutti gli ospiti: una vaschetta di pomodoro Cherry, segno tangibile di una filiera che sa raccontarsi anche attraverso il suo prodotto.

Terza tappa del 2026 per Ortofrutta Experience: il 20 marzo la O.P. Eurocirce di Terracina ha aperto i cancelli della propria struttura agli studenti di un istituto informatico del territorio. Un incontro apparentemente insolito, tra il mondo della produzione ortofrutticola e quello del digitale, che si è rivelato invece una delle combinazioni più stimolanti della stagione.

La carota protagonista, dal campo al magazzino

Il prodotto di questa tappa è stata la carota: una delle colture più rappresentative dell’agropontino, coltivata nei comuni di Sabaudia, San Felice Circeo e Terracina dai 92 soci dell’OP. I partecipanti hanno vissuto un percorso completo, partendo dai campi di coltivazione per poi seguire la carota fino al magazzino di lavorazione, scoprendo ogni fase che precede l’arrivo del prodotto sulle tavole. La giornata ha incluso anche degustazioni e approfondimenti sulle curiosità legate al prodotto.

Informatica e agricoltura: un dialogo possibile

La presenza di una classe di studenti informatici ha aperto una prospettiva nuova: la filiera ortofrutticola moderna è un ecosistema complesso, fatto di tracciabilità digitale, gestione dei dati di produzione, logistica ottimizzata e piattaforme di commercializzazione. Competenze informatiche e digitali trovano applicazione concreta in un settore che ha bisogno di innovazione tecnologica per crescere e competere sui mercati nazionali e internazionali.

Un messaggio chiaro: l’ortofrutta non è solo terra e sole. È anche dati, algoritmi, software. E i giovani che oggi studiano informatica potrebbero essere, domani, i protagonisti della digitalizzazione della filiera agricola italiana.

Matteo Fresch: “Siamo molto soddisfatti dell’interesse riscontrato”

Matteo Fresch, presidente di Eurocirce, ha espresso soddisfazione per il riscontro ottenuto: “Questo è già il terzo anno che facciamo questo Open Day di Ortofrutta Experience e siamo molto soddisfatti del successo e dell’interesse riscontrato.” Una conferma che il format funziona e che la curiosità verso il mondo delle Organizzazioni di Produttori è in crescita.

L’OP Eurocirce riunisce 92 soci produttori nei comuni dell’agropontino e rappresenta una realtà strutturata, capace di coniugare tradizione agricola e approccio moderno alla commercializzazione.

Seconda tappa del 2026 per Ortofrutta Experience: la O.P. San Lidano di Sezze (LT) ha aperto le proprie strutture agli studenti dell’I.S.I.S.S. “Pacifici e De Magistris”, istituto alberghiero del territorio pontino. Una scelta non casuale: i futuri chef e manager dell’ospitalità sono tra i destinatari più naturali di un percorso che parte dal campo e arriva, attraverso la lavorazione, direttamente in cucina.

Il progetto e la conoscenza del prodotto

Il tema scelto per questa tappa è stato “la qualità è servita”: un titolo che sintetizza l’obiettivo della giornata, ovvero far comprendere agli studenti come qualità e tracciabilità siano concetti che nascono molto prima che un prodotto arrivi sul banco di una cucina professionale.

Il percorso formativo ha condotto i partecipanti attraverso le fasi della produzione locale, il rispetto della stagionalità e il ruolo delle certificazioni di qualità, fino al laboratorio di cucina, dove i prodotti ortofrutticoli vengono trasformati. Un ciclo completo, dalla terra al piatto, vissuto in prima persona.

Marzia Di Pastina: “Mostrare tutto quello che c’è dietro a un prodotto finito”

Marzia Di Pastina, Socio Amministratore di San Lidano, ha sottolineato il valore di questa apertura: “L’obiettivo di questa giornata è mostrare tutto il processo che normalmente vediamo dietro un prodotto finito.” Una dichiarazione che riassume perfettamente la filosofia di Ortofrutta Experience: non solo far vedere, ma far capire.

Formazione professionale e filiera: un binomio naturale

La scelta di coinvolgere un indirizzo alberghiero apre una riflessione importante: l’ortofrutta non è solo un tema agricolo. È una materia prima che attraversa il mondo della ristorazione, dell’ospitalità, della formazione professionale. Chi si prepara a lavorare come chef o manager deve conoscere la filiera per poter valorizzare i prodotti con consapevolezza, comunicare agli ospiti l’origine e la stagionalità, e fare scelte d’acquisto informate.

L’Open Day di San Lidano dimostra come Ortofrutta Experience sappia parlare a pubblici diversi, costruendo ponti tra il mondo agricolo e i settori che ne dipendono, partendo da chi domani sarà protagonista del settore food & hospitality.

Si è aperta a Tarquinia, in provincia di Viterbo, la prima tappa del 2026 di Ortofrutta Experience, il progetto nazionale promosso da Italia Ortofrutta – Unione Nazionale con il patrocinio del MASAF. Protagonista assoluto della giornata: il carciofo, prodotto simbolo di questo territorio, raccontato in ogni sua sfaccettatura – dalla coltivazione alla storia, dalla lavorazione alla tavola.

Le porte dell’OP si aprono agli studenti

La C.O.T. – Centrale Ortofrutticola di Tarquinia ha accolto gli studenti e i docenti dell’Istituto di Istruzione Superiore “Vincenzo Cardarelli” negli indirizzi Agrario e Turistico, insieme a rappresentanti del Comune di Tarquinia, dell’Università Agraria, delle associazioni di categoria e della stampa locale. Un pubblico eterogeneo che ha risposto con entusiasmo all’invito di scoprire la realtà produttiva dell’OP.

A guidare i presenti lungo il percorso culturale è stata la guida turistica Claudia Moroni, che ha raccontato le radici storiche del carciofo nel territorio di Tarquinia, mostrando come la sua immagine comparisse già nelle rappresentazioni artistiche delle tombe etrusche del Museo Nazionale. Un legame antico tra prodotto e territorio che ha aggiunto profondità e significato all’intera giornata.

Dall’orto al piatto, con la chef blogger Vittoria Tassoni

La giornata ha trovato il suo momento più coinvolgente nelle degustazioni curate dalla chef blogger Vittoria Tassoni, che ha trasformato il carciofo in protagonista gastronomico, accompagnando i partecipanti alla scoperta delle sue proprietà e delle possibilità in cucina. Un ponte concreto tra produzione agricola e cultura culinaria.

Alessandro Serafini: “Una cooperativa radicata nel territorio da oltre 60 anni”

Alessandro Serafini, presidente della C.O.T., ha tracciato la storia di una cooperativa fondata nel 1964 che oggi riunisce 120 soci nell’areale di Tarquinia e Canino. “Queste giornate servono a far capire l’importanza della stagionalità dei prodotti e di come vengono commercializzati”, ha spiegato Serafini, sottolineando l’importanza di un appuntamento che, per la cooperativa, è già alla seconda edizione.

Un viaggio completo: dal campo al museo

Il percorso si è concluso con una visita guidata al Museo Nazionale di Tarquinia e alle tombe etrusche, dove le rappresentazioni del carciofo testimoniano un legame millenario tra questo prodotto e la civiltà che ha abitato queste terre. Un’esperienza che ha dato al carciofo una dimensione non solo agricola, ma anche culturale e identitaria.

L’Open Day di C.O.T. ha alzato il sipario su un 2026 ricco di appuntamenti: 18 tappe ancora da vivere, in sei regioni italiane, per avvicinare sempre più persone al mondo dell’ortofrutta italiana.

Si è conclusa a Pedagaggi (SR) l’ultima tappa del progetto Ortofrutta Experience 2025, ospitata da OPI Sicula, una delle realtà più rappresentative dell’agricoltura siciliana. Un evento coinvolgente, dedicato alla filiera agrumicola e al valore dell’aggregazione, che ha riunito produttori, tecnici, operatori del settore e rappresentanti nazionali.

Fondata nel 2014 dall’iniziativa di diversi agricoltori della Sicilia orientale, OPI Sicula è oggi una cooperativa solida e strutturata, composta da 152 soci e oltre 1600 ettari coltivati

La filiera agrumicola al centro della giornata

Ad aprire l’evento è stato Sammy Fisicaro, presidente di OPI Sicula, che ha raccontato con orgoglio l’evoluzione dell’organizzazione: da 40 produttori agli attuali 152, da una cooperativa nata per l’uva da tavola a una realtà che oggi valorizza soprattutto l’arancia rossa e altri prodotti strategici per l’economia agricola siciliana.

Successivamente, l’intervento dell’agronoma Adriana Fazio, responsabile tecnico di OPI Sicula, ha approfondito il vero focus dell’Open Day: la filiera delle arance.

Ha spiegato come l’obiettivo dell’iniziativa fosse quello di rafforzare il senso di aggregazione, sensibilizzando i produttori sull’importanza della filiera e sul valore della cooperazione.

“Ogni arancia racconta una storia, ogni produttore racconta un territorio” — un messaggio che ha sintetizzato perfettamente la visione dell’organizzazione.

Il saluto finale di Italia Ortofrutta

A chiudere la giornata è stato Vincenzo Falconi, direttore di Italia Ortofrutta, che ha parlato dell’edizione 2025: quindici appuntamenti in tutta Italia, ciascuno con un grande ritorno di pubblico e di interesse.

Falconi ha annunciato anche una notizia di grande rilievo: per il 2026 Ortofrutta Experience riceverà il patrocinio del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, conferma del valore formativo e divulgativo del progetto.

L’Open Day di OPI Sicula ha chiuso così un anno ricco di incontri, esperienze e scoperte. Un percorso che ha unito giovani, produttori, tecnici e istituzioni intorno ad un unico obiettivo: valorizzare la filiera ortofrutticola italiana e chi la vive ogni giorno.

L’appuntamento è ora al 2026, con nuove tappe e nuove opportunità.

Si è svolto a Ispica l’Open Day di O.P. Fonteverde, una realtà agricola in costante crescita che oggi riunisce 17 produttori, oltre 900 ettari coltivati e un fatturato superiore ai 21 milioni di euro. L’iniziativa ha accolto gli studenti dell’Istituto “G. Curcio” di Ispica per un viaggio alla scoperta della filiera ortofrutticola, dal campo agli stabilimenti di lavorazione.

La Presidente Francesca Calabrese ha spiegato l’obiettivo della giornata: “avvicinare i giovani all’agricoltura contemporanea, valorizzandone innovazione, tecnologia e professionalità”. Un messaggio riassunto dallo slogan dell’evento: il confronto è il seme del futuro, metafora dell’importanza di generare nuove idee attraverso il dialogo con le nuove generazioni.

Durante la visita, gli studenti hanno potuto conoscere le coltivazioni principali — tra cui spicca la Carota Novella di Ispica IGP — e osservare le tecnologie avanzate degli stabilimenti, dotati anche di impianti fotovoltaici.

La Responsabile Vendite Patrizia Calabrese ha evidenziato l’impegno dell’OP nel garantire qualità, sostenibilità ed efficienza, con il 40% della produzione destinato all’export.

L’Open Day si è concluso con un buffet realizzato con i prodotti degli associati, simbolo del legame tra territorio, filiera e comunità. Un’occasione di valore che ha messo in luce un’agricoltura moderna, organizzata e orientata al futuro.

Prosegue il viaggio di Ortofrutta Experience, il progetto promosso da Italia Ortofrutta – Unione Nazionale, che accompagna studenti e appassionati alla scoperta delle Organizzazioni di Produttori italiane.
Il 22 ottobre è stata la volta dell’ OP Pontinatura, cooperativa con sede a Pontinia (LT), specializzata nella produzione di Baby Leaf, le insalatine fresche e pronte al consumo che ogni giorno arrivano sulle nostre tavole.

L’Open Day ha offerto ai ragazzi delle scuole superiori un’esperienza immersiva, consentendo loro di seguire passo dopo passo il percorso che porta le insalatine dal campo al banco del supermercato. Dalla semina alla raccolta, dal lavaggio al confezionamento, gli studenti hanno potuto osservare da vicino ogni fase della filiera produttiva, comprendendo la complessità e la cura che si celano dietro un prodotto apparentemente semplice ma frutto di un lavoro altamente specializzato.

Un momento particolarmente apprezzato è stata la dimostrazione del drone agricolo utilizzato da Pontinatura nelle proprie coltivazioni: una tecnologia all’avanguardia che permette di ottimizzare le risorse, ridurre l’impatto ambientale e garantire un’agricoltura più efficiente e sostenibile.

Il presidente Giancarlo Merli ha sottolineato l’importanza di iniziative come Ortofrutta Experience per avvicinare i giovani al mondo dell’agricoltura e far comprendere il ruolo centrale delle Organizzazioni di Produttori:

“Questo è il secondo anno che partecipiamo a Ortofrutta Experience insieme a Italia Ortofrutta. È un’iniziativa preziosa perché permette di raccontare il valore dell’agricoltura del nostro territorio e di mostrare ai ragazzi quanto impegno, professionalità e innovazione ci siano dietro ogni prodotto.”

La giornata si è conclusa con un momento di confronto tra studenti e tecnici dell’azienda, che hanno risposto con entusiasmo alle numerose domande e curiosità dei partecipanti.

L’Open Day di Pontinatura rappresenta un altro tassello del percorso di Ortofrutta Experience, che continua il suo viaggio dal campo al cuore, promuovendo la conoscenza diretta della filiera ortofrutticola e valorizzando l’impegno quotidiano delle Organizzazioni di Produttori nel costruire un futuro agricolo sostenibile e consapevole.

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L’Open Day di Ortofrutta Experience ha fatto tappa a Sezze (LT), ospite della Cooperativa San Lidano, una delle realtà più importanti dell’Agro Pontino.

La giornata ha visto protagonisti i bambini delle classi terze dell’Istituto Comprensivo Manfredini di Pontinia, che hanno vissuto un’esperienza unica a contatto con la terra, tra sorrisi, curiosità e voglia di imparare.
Durante la mattinata, i piccoli partecipanti hanno visitato i campi coltivati, scoperto i segreti delle produzioni locali e imparato quanto impegno e passione si nascondano dietro ogni prodotto che arriva sulle nostre tavole.

A raccontare la storia e i valori della cooperativa è stato Paolo Cappuccio, responsabile ricerca e sviluppo di San Lidano:

“La cooperativa San Lidano è nata nel 1997 e oggi conta oltre 50 soci conferitori, tre stabilimenti produttivi e più di 400 dipendenti. Siamo tra i principali produttori italiani di ortaggi pronti al consumo: lattughe, insalatine e prodotti di quarta gamma. È il secondo anno che partecipiamo con orgoglio a Ortofrutta Experience, un progetto in cui crediamo molto.”

A sottolineare l’importanza educativa dell’iniziativa, anche le parole di Marzia Di Pastina, socio amministratore della cooperativa:

“Abbiamo voluto trasmettere ai più piccoli il valore della natura e l’importanza del nostro territorio. Questa giornata rappresenta al meglio i valori di San Lidano: rispetto dell’ambiente, responsabilità sociale ed etica del lavoro.”

L’evento ha rappresentato un momento di incontro e sensibilizzazione, confermando ancora una volta come la conoscenza diretta del mondo agricolo possa accendere nei giovani la consapevolezza del valore della terra, della sostenibilità e della filiera agroalimentare italiana.


Dal campo al cuore, per imparare il valore della natura