Seconda tappa del 2026 per Ortofrutta Experience: la O.P. San Lidano di Sezze (LT) ha aperto le proprie strutture agli studenti dell’I.S.I.S.S. “Pacifici e De Magistris”, istituto alberghiero del territorio pontino. Una scelta non casuale: i futuri chef e manager dell’ospitalità sono tra i destinatari più naturali di un percorso che parte dal campo e arriva, attraverso la lavorazione, direttamente in cucina.

Il progetto e la conoscenza del prodotto

Il tema scelto per questa tappa è stato “la qualità è servita”: un titolo che sintetizza l’obiettivo della giornata, ovvero far comprendere agli studenti come qualità e tracciabilità siano concetti che nascono molto prima che un prodotto arrivi sul banco di una cucina professionale.

Il percorso formativo ha condotto i partecipanti attraverso le fasi della produzione locale, il rispetto della stagionalità e il ruolo delle certificazioni di qualità, fino al laboratorio di cucina, dove i prodotti ortofrutticoli vengono trasformati. Un ciclo completo, dalla terra al piatto, vissuto in prima persona.

Marzia Di Pastina: “Mostrare tutto quello che c’è dietro a un prodotto finito”

Marzia Di Pastina, Socio Amministratore di San Lidano, ha sottolineato il valore di questa apertura: “L’obiettivo di questa giornata è mostrare tutto il processo che normalmente vediamo dietro un prodotto finito.” Una dichiarazione che riassume perfettamente la filosofia di Ortofrutta Experience: non solo far vedere, ma far capire.

Formazione professionale e filiera: un binomio naturale

La scelta di coinvolgere un indirizzo alberghiero apre una riflessione importante: l’ortofrutta non è solo un tema agricolo. È una materia prima che attraversa il mondo della ristorazione, dell’ospitalità, della formazione professionale. Chi si prepara a lavorare come chef o manager deve conoscere la filiera per poter valorizzare i prodotti con consapevolezza, comunicare agli ospiti l’origine e la stagionalità, e fare scelte d’acquisto informate.

L’Open Day di San Lidano dimostra come Ortofrutta Experience sappia parlare a pubblici diversi, costruendo ponti tra il mondo agricolo e i settori che ne dipendono, partendo da chi domani sarà protagonista del settore food & hospitality.

Si è aperta a Tarquinia, in provincia di Viterbo, la prima tappa del 2026 di Ortofrutta Experience, il progetto nazionale promosso da Italia Ortofrutta – Unione Nazionale con il patrocinio del MASAF. Protagonista assoluto della giornata: il carciofo, prodotto simbolo di questo territorio, raccontato in ogni sua sfaccettatura – dalla coltivazione alla storia, dalla lavorazione alla tavola.

Le porte dell’OP si aprono agli studenti

La C.O.T. – Centrale Ortofrutticola di Tarquinia ha accolto gli studenti e i docenti dell’Istituto di Istruzione Superiore “Vincenzo Cardarelli” negli indirizzi Agrario e Turistico, insieme a rappresentanti del Comune di Tarquinia, dell’Università Agraria, delle associazioni di categoria e della stampa locale. Un pubblico eterogeneo che ha risposto con entusiasmo all’invito di scoprire la realtà produttiva dell’OP.

A guidare i presenti lungo il percorso culturale è stata la guida turistica Claudia Moroni, che ha raccontato le radici storiche del carciofo nel territorio di Tarquinia, mostrando come la sua immagine comparisse già nelle rappresentazioni artistiche delle tombe etrusche del Museo Nazionale. Un legame antico tra prodotto e territorio che ha aggiunto profondità e significato all’intera giornata.

Dall’orto al piatto, con la chef blogger Vittoria Tassoni

La giornata ha trovato il suo momento più coinvolgente nelle degustazioni curate dalla chef blogger Vittoria Tassoni, che ha trasformato il carciofo in protagonista gastronomico, accompagnando i partecipanti alla scoperta delle sue proprietà e delle possibilità in cucina. Un ponte concreto tra produzione agricola e cultura culinaria.

Alessandro Serafini: “Una cooperativa radicata nel territorio da oltre 60 anni”

Alessandro Serafini, presidente della C.O.T., ha tracciato la storia di una cooperativa fondata nel 1964 che oggi riunisce 120 soci nell’areale di Tarquinia e Canino. “Queste giornate servono a far capire l’importanza della stagionalità dei prodotti e di come vengono commercializzati”, ha spiegato Serafini, sottolineando l’importanza di un appuntamento che, per la cooperativa, è già alla seconda edizione.

Un viaggio completo: dal campo al museo

Il percorso si è concluso con una visita guidata al Museo Nazionale di Tarquinia e alle tombe etrusche, dove le rappresentazioni del carciofo testimoniano un legame millenario tra questo prodotto e la civiltà che ha abitato queste terre. Un’esperienza che ha dato al carciofo una dimensione non solo agricola, ma anche culturale e identitaria.

L’Open Day di C.O.T. ha alzato il sipario su un 2026 ricco di appuntamenti: 18 tappe ancora da vivere, in sei regioni italiane, per avvicinare sempre più persone al mondo dell’ortofrutta italiana.

Si è conclusa a Pedagaggi (SR) l’ultima tappa del progetto Ortofrutta Experience 2025, ospitata da OPI Sicula, una delle realtà più rappresentative dell’agricoltura siciliana. Un evento coinvolgente, dedicato alla filiera agrumicola e al valore dell’aggregazione, che ha riunito produttori, tecnici, operatori del settore e rappresentanti nazionali.

Fondata nel 2014 dall’iniziativa di diversi agricoltori della Sicilia orientale, OPI Sicula è oggi una cooperativa solida e strutturata, composta da 152 soci e oltre 1600 ettari coltivati

La filiera agrumicola al centro della giornata

Ad aprire l’evento è stato Sammy Fisicaro, presidente di OPI Sicula, che ha raccontato con orgoglio l’evoluzione dell’organizzazione: da 40 produttori agli attuali 152, da una cooperativa nata per l’uva da tavola a una realtà che oggi valorizza soprattutto l’arancia rossa e altri prodotti strategici per l’economia agricola siciliana.

Successivamente, l’intervento dell’agronoma Adriana Fazio, responsabile tecnico di OPI Sicula, ha approfondito il vero focus dell’Open Day: la filiera delle arance.

Ha spiegato come l’obiettivo dell’iniziativa fosse quello di rafforzare il senso di aggregazione, sensibilizzando i produttori sull’importanza della filiera e sul valore della cooperazione.

“Ogni arancia racconta una storia, ogni produttore racconta un territorio” — un messaggio che ha sintetizzato perfettamente la visione dell’organizzazione.

Il saluto finale di Italia Ortofrutta

A chiudere la giornata è stato Vincenzo Falconi, direttore di Italia Ortofrutta, che ha parlato dell’edizione 2025: quindici appuntamenti in tutta Italia, ciascuno con un grande ritorno di pubblico e di interesse.

Falconi ha annunciato anche una notizia di grande rilievo: per il 2026 Ortofrutta Experience riceverà il patrocinio del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, conferma del valore formativo e divulgativo del progetto.

L’Open Day di OPI Sicula ha chiuso così un anno ricco di incontri, esperienze e scoperte. Un percorso che ha unito giovani, produttori, tecnici e istituzioni intorno ad un unico obiettivo: valorizzare la filiera ortofrutticola italiana e chi la vive ogni giorno.

L’appuntamento è ora al 2026, con nuove tappe e nuove opportunità.

Si è svolto a Ispica l’Open Day di O.P. Fonteverde, una realtà agricola in costante crescita che oggi riunisce 17 produttori, oltre 900 ettari coltivati e un fatturato superiore ai 21 milioni di euro. L’iniziativa ha accolto gli studenti dell’Istituto “G. Curcio” di Ispica per un viaggio alla scoperta della filiera ortofrutticola, dal campo agli stabilimenti di lavorazione.

La Presidente Francesca Calabrese ha spiegato l’obiettivo della giornata: “avvicinare i giovani all’agricoltura contemporanea, valorizzandone innovazione, tecnologia e professionalità”. Un messaggio riassunto dallo slogan dell’evento: il confronto è il seme del futuro, metafora dell’importanza di generare nuove idee attraverso il dialogo con le nuove generazioni.

Durante la visita, gli studenti hanno potuto conoscere le coltivazioni principali — tra cui spicca la Carota Novella di Ispica IGP — e osservare le tecnologie avanzate degli stabilimenti, dotati anche di impianti fotovoltaici.

La Responsabile Vendite Patrizia Calabrese ha evidenziato l’impegno dell’OP nel garantire qualità, sostenibilità ed efficienza, con il 40% della produzione destinato all’export.

L’Open Day si è concluso con un buffet realizzato con i prodotti degli associati, simbolo del legame tra territorio, filiera e comunità. Un’occasione di valore che ha messo in luce un’agricoltura moderna, organizzata e orientata al futuro.

Prosegue il viaggio di Ortofrutta Experience, il progetto promosso da Italia Ortofrutta – Unione Nazionale, che accompagna studenti e appassionati alla scoperta delle Organizzazioni di Produttori italiane.
Il 22 ottobre è stata la volta dell’ OP Pontinatura, cooperativa con sede a Pontinia (LT), specializzata nella produzione di Baby Leaf, le insalatine fresche e pronte al consumo che ogni giorno arrivano sulle nostre tavole.

L’Open Day ha offerto ai ragazzi delle scuole superiori un’esperienza immersiva, consentendo loro di seguire passo dopo passo il percorso che porta le insalatine dal campo al banco del supermercato. Dalla semina alla raccolta, dal lavaggio al confezionamento, gli studenti hanno potuto osservare da vicino ogni fase della filiera produttiva, comprendendo la complessità e la cura che si celano dietro un prodotto apparentemente semplice ma frutto di un lavoro altamente specializzato.

Un momento particolarmente apprezzato è stata la dimostrazione del drone agricolo utilizzato da Pontinatura nelle proprie coltivazioni: una tecnologia all’avanguardia che permette di ottimizzare le risorse, ridurre l’impatto ambientale e garantire un’agricoltura più efficiente e sostenibile.

Il presidente Giancarlo Merli ha sottolineato l’importanza di iniziative come Ortofrutta Experience per avvicinare i giovani al mondo dell’agricoltura e far comprendere il ruolo centrale delle Organizzazioni di Produttori:

“Questo è il secondo anno che partecipiamo a Ortofrutta Experience insieme a Italia Ortofrutta. È un’iniziativa preziosa perché permette di raccontare il valore dell’agricoltura del nostro territorio e di mostrare ai ragazzi quanto impegno, professionalità e innovazione ci siano dietro ogni prodotto.”

La giornata si è conclusa con un momento di confronto tra studenti e tecnici dell’azienda, che hanno risposto con entusiasmo alle numerose domande e curiosità dei partecipanti.

L’Open Day di Pontinatura rappresenta un altro tassello del percorso di Ortofrutta Experience, che continua il suo viaggio dal campo al cuore, promuovendo la conoscenza diretta della filiera ortofrutticola e valorizzando l’impegno quotidiano delle Organizzazioni di Produttori nel costruire un futuro agricolo sostenibile e consapevole.

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L’Open Day di Ortofrutta Experience ha fatto tappa a Sezze (LT), ospite della Cooperativa San Lidano, una delle realtà più importanti dell’Agro Pontino.

La giornata ha visto protagonisti i bambini delle classi terze dell’Istituto Comprensivo Manfredini di Pontinia, che hanno vissuto un’esperienza unica a contatto con la terra, tra sorrisi, curiosità e voglia di imparare.
Durante la mattinata, i piccoli partecipanti hanno visitato i campi coltivati, scoperto i segreti delle produzioni locali e imparato quanto impegno e passione si nascondano dietro ogni prodotto che arriva sulle nostre tavole.

A raccontare la storia e i valori della cooperativa è stato Paolo Cappuccio, responsabile ricerca e sviluppo di San Lidano:

“La cooperativa San Lidano è nata nel 1997 e oggi conta oltre 50 soci conferitori, tre stabilimenti produttivi e più di 400 dipendenti. Siamo tra i principali produttori italiani di ortaggi pronti al consumo: lattughe, insalatine e prodotti di quarta gamma. È il secondo anno che partecipiamo con orgoglio a Ortofrutta Experience, un progetto in cui crediamo molto.”

A sottolineare l’importanza educativa dell’iniziativa, anche le parole di Marzia Di Pastina, socio amministratore della cooperativa:

“Abbiamo voluto trasmettere ai più piccoli il valore della natura e l’importanza del nostro territorio. Questa giornata rappresenta al meglio i valori di San Lidano: rispetto dell’ambiente, responsabilità sociale ed etica del lavoro.”

L’evento ha rappresentato un momento di incontro e sensibilizzazione, confermando ancora una volta come la conoscenza diretta del mondo agricolo possa accendere nei giovani la consapevolezza del valore della terra, della sostenibilità e della filiera agroalimentare italiana.


Dal campo al cuore, per imparare il valore della natura

Il 7 ottobre Ortofrutta Experience ha fatto tappa a Borgo Grappa (LT), dove l’OP Ortolanda ha aperto le porte a studenti e docenti dell’Istituto Agrario di Latina per una giornata dedicata alla scoperta del ravanello— dalle serre fino al confezionamento per la grande distribuzione.

È stata una giornata formativa e coinvolgente, che ha permesso ai partecipanti di scoprire da vicino una realtà moderna, internazionale e profondamente radicata nel territorio. L’esperienza ha offerto momenti di confronto diretto con i professionisti dell’OP e ha stimolato curiosità e interesse nei giovani verso il mondo agricolo e le sue opportunità.

Ortolanda OP: passione, innovazione e radici nel territorio

Situata a Borgo Grappa, in provincia di Latina, Ortolanda OP opera da oltre quarant’anni nella coltivazione del ravanello, unendo competenza olandese e spirito italiano.

Con 19 soci produttori, l’organizzazione coltiva circa 50 ettari di serre moderne, garantendo la produzione di ravanelli freschi tutto l’anno grazie a un perfetto equilibrio tra esperienza, pianificazione e tecnologie all’avanguardia.

Dalla semina alla raccolta, ogni fase è curata con attenzione: vengono utilizzate sementi di alta qualità, un controllo climatico preciso e sistemi di lavaggio e confezionamento in ambiente condizionato per assicurare la massima freschezza del prodotto.

Durante la giornata è intervenuto il presidente Wilhelmus Coolbergen, che ha raccontato l’evoluzione di Ortolanda, nata dal sogno di unire l’esperienza olandese alla vocazione agricola del territorio pontino:

“Siamo arrivati a Borgo Grappa più di vent’anni fa e abbiamo visto un terreno bellissimo, con grandi possibilità di produrre ravanelli tutto l’anno. Con il tempo abbiamo imparato ad adattarci al clima e alle esigenze italiane, unendo tecnologia e lavoro manuale. Oggi l’azienda è cresciuta, grazie anche ai giovani che rappresentano il futuro dell’agricoltura.”

Un messaggio che racchiude la filosofia di Ortolanda: coniugare innovazione e tradizione, creando valore attraverso la qualità e il capitale umano.

L’agronomo Fabiana Billeci ha illustrato le caratteristiche del ravanello e le diverse fasi di coltivazione:

“Il ravanello si adatta perfettamente alla coltivazione in serra durante tutto l’anno, con cicli che vanno dai 18 ai 50 giorni a seconda della stagione. È una pianta versatile, e il suo sapore cambia con le temperature: più dolce in inverno, più piccante in estate.”

Il responsabile amministrativo Patrizio Tarallo ha invece raccontato la crescita costante della cooperativa:

“Quando abbiamo iniziato, nel 2013, avevamo 21 ettari di serre. Oggi i soci di Ortolanda lavorano su 50 ettari, per un totale di oltre 300 ettari di ravanelli coltivati e raccolti ogni anno.”

Una giornata di esperienza e ispirazione

L’incontro ha unito conoscenza tecnica, passione e visione, offrendo ai ragazzi un’immersione concreta nel mondo della produzione ortofrutticola.

Un’iniziativa che conferma l’obiettivo di Ortofrutta Experienceavvicinare i giovani alla filiera agricola, valorizzando le eccellenze del territorio e la professionalità di chi, ogni giorno, coltiva qualità e futuro.

Il 24 settembre 2025, l’O.P. OPOA MARSIA ha aperto le porte della propria realtà a studenti e docenti dell’Istituto Agrario Arrigo Serpieri, a rappresentanti di amministrazioni pubbliche e associazioni agricole, a società di consulenza agronomica e ad operatori di testate di comunicazione locale.

I partecipanti hanno vissuto una giornata immersiva nel mondo della filiera del finocchio, scoprendo tutte le fasi che portano questo prodotto d’eccellenza dal campo fino alla grande distribuzione.

Dal campo alla distribuzione

Il percorso ha preso avvio con la visita ai campi, dove è stato possibile osservare da vicino le tecniche di coltivazione del finocchio. Successivamente, i presenti hanno potuto seguire il lavoro nei magazzini, dove il prodotto viene selezionato e lavorato, fino ad arrivare alla fase conclusiva: il confezionamento e l’avvio verso la GDO e i grossisti.

Non sono mancati momenti di confronto, degustazioni e curiosità, pensati per stimolare una conoscenza più profonda e un consumo consapevole di un ortaggio dalle straordinarie proprietà e di eccellente qualità.

Le parole del Presidente Fabio Ciaccia

Durante l’incontro, il presidente della O.P., Fabio Ciaccia, ha sottolineato l’importanza di iniziative come questa e ha presentato l’identità di OPOA MARSIA:

“OPOA Marzia è un’Organizzazione di Produttori che riunisce circa cinquanta soci, attivi principalmente nell’areale del Fucino. La produzione lorda complessiva si aggira intorno ai 60 milioni di euro. Fondata nel 2000, l’organizzazione ha ampliato le proprie attività con la fusione del 2018, che ci ha permesso di crescere ulteriormente. In quanto O.P. riconosciuta, ci occupiamo di concentrare e valorizzare le produzioni dei nostri soci, promuovendo in particolare le coltivazioni locali come patate, carote, finocchi e altri ortaggi. Uno degli obiettivi principali è programmare le produzioni in modo efficiente, evitando surplus e garantendo un servizio mirato a clienti come la GDO, l’industria di trasformazione e i grossisti.”

Ciaccia ha poi aggiunto:

“La giornata di oggi, dedicata al finocchio, è stata pensata per gli studenti degli istituti agrari, che hanno potuto osservare direttamente la produzione in campo, visitare i centri di lavorazione e seguire l’intero percorso del prodotto: dalla raccolta fino alla distribuzione. Un’esperienza formativa e di grande interesse, che ha permesso a tutti i partecipanti di entrare in contatto con la filiera in tutte le sue fasi.”

L’Open Day ha rappresentato non solo un’occasione di approfondimento tecnico, ma anche un’esperienza educativa e di sensibilizzazione verso il consumo di ortofrutta di qualità. Un’iniziativa che conferma la missione di OPOA MARSIA: valorizzare il lavoro dei produttori e rafforzare il legame tra il mondo agricolo e la società.

Si è svolta a Forlì la nuova tappa di Ortofrutta Experience, il progetto promosso da Italia Ortofrutta – Unione Nazionale e dalle Organizzazioni di Produttori aderenti, finalizzato a stimolare i consumi e a diffondere una maggiore conoscenza del comparto ortofrutticolo.

L’evento, ospitato da Terremerse, ha rappresentato un momento di confronto e approfondimento sul ruolo delle O.P. nel rafforzare la filiera, con un focus specifico sul progetto Nocciolo.

La giornata si è tenuta presso l’azienda agricola Sirri di Forlì, realtà che ha creduto sin dall’inizio nel progetto, avviando la coltivazione di 4 ettari di noccioleto, utilizzando la varietà Tonda di Giffoni.

Il cuore dell’Open Day è stato il nocciolo, raccontato attraverso il percorso di filiera avviato da Terremerse insieme alle industrie di trasformazione. Una coltura che si distingue per la possibilità di essere meccanizzata, offrendo risposte concrete alle difficoltà legate alla manodopera. Grande interesse hanno suscitato anche i risultati delle prime raccolte: già dal quarto anno il nocciolo entra in produzione e dal quinto raggiunge volumi importanti, rendendo l’investimento rapido e sostenibile.

La giornata è proseguita con la visita ai campi, permettendo ai partecipanti di osservare direttamente le tecniche colturali adottate e i risultati conseguiti, accompagnati dalle spiegazioni dei tecnici e dei responsabili della O.P.

“Abbiamo deciso di affrontare il progetto nocciolo in filiera con le più importanti industrie, per dare risposte concrete agli agricoltori. È una coltura che può essere meccanizzata e che risponde a un mercato in forte crescita: questo significa nuove opportunità e maggiore sostenibilità per i nostri soci.”

— Marco Casalini, Presidente Terremerse

“Con i nostri soci abbiamo dimostrato che il nocciolo può iniziare a produrre già dal quarto anno, e dal quinto raggiungere volumi importanti, accelerando il rientro degli investimenti. Il progetto, nato in programmazione con l’industria, rappresenta un modello concreto di innovazione e sostenibilità.”

— Ilenio Bastoni, Direttore OP Terremerse

L’Open Day di Forlì ha confermato l’importanza di aprire le porte delle O.P. al mondo esterno, creando occasioni di confronto e trasparenza. La coltivazione del nocciolo, oggi al centro di un progetto innovativo e in crescita, si conferma una delle sfide più interessanti per la filiera e una concreta opportunità di sviluppo per l’agricoltura italiana.


Il 5 giugno si è svolta una nuova tappa di Ortofrutta Experience 2025, il progetto nazionale promosso da Italia Ortofrutta – Unione Nazionale, con un Open Day presso la Centrale Ortofrutticola di Tarquinia (VT). Protagonisti della giornata sono stati gli studenti dell’Istituto Tecnico Agrario Cardarelli, accompagnati dai docenti, alla scoperta della filiera produttiva del melone, eccellenza del territorio.

Dalla raccolta nei campi fino alla distribuzione finale, i partecipanti hanno potuto seguire da vicino ogni fase del processo: la selezione, la lavorazione nel magazzino, il confezionamento e la logistica. Un vero e proprio viaggio educativo nel cuore dell’agricoltura moderna.

«Siamo orgogliosi di poter mostrare come lavoriamo, con trasparenza e passione» – ha dichiarato Alessandro Serafini, presidente della OP Centrale Ortofrutticola di Tarquinia. «È stato un piacere accogliere gli studenti e le autorità locali, che condividono con noi la volontà di valorizzare il legame tra agricoltura, territorio e nuove generazioni».

All’evento erano presenti anche le istituzioni locali, tra cui il sindaco di Tarquinia, Francesco Sposetti, che ha sottolineato l’importanza di esperienze formative sul campo per creare consapevolezza tra i più giovani sul valore della filiera agroalimentare italiana.

Le parole di Italia Ortofrutta

Al termine delle prime tappe del progetto, il direttore di Italia Ortofrutta Vincenzo Falconi ha espresso grande soddisfazione per l’impatto dell’iniziativa:

«Siamo molto soddisfatti della grande partecipazione e del coinvolgimento delle OP e degli studenti. C’è stato entusiasmo, curiosità, confronto. Le aziende hanno saputo trasmettere la loro passione per il territorio e il valore del lavoro che c’è dietro ogni prodotto ortofrutticolo».