O.P. Fonteverde apre le porte: un Open Day lungo tutta la filiera
Il 27 maggio 2026 l’O.P. Fonteverde ha spalancato le proprie porte a stakeholder, tecnici agronomi, soci e famiglie per una giornata che ha messo al centro le persone prima ancora che i prodotti. Una tappa del tour di Ortofrutta Experience che ha lasciato il segno.
Una giornata per le persone
L’idea alla base dell’evento l’ha espressa con chiarezza la presidente Francesca Calabrese: «Abbiamo voluto che questa giornata fosse incentrata su tutte le persone che compongono la nostra filiera — dai sementieri ai soci, fino alle loro famiglie. Perché un’organizzazione di produttori si costruisce prima di tutto con le persone.»

Un messaggio che risuona in ogni angolo dell’Open Day, dalla visita ai campi degli associati fino al tour degli stabilimenti, dove i visitatori hanno potuto seguire dal vivo l’intero processo di lavorazione e confezionamento delle carote, prodotto di punta e vera eccellenza del territorio. In evidenza anche le colture di stagione: mini-angurie e meloni, che confermano la vocazione produttiva dell’area.
Fare parte di un’OP: una scelta di comunità
Giovanni Maltese, socio fondatore di O.P. Fonteverde, ha raccontato con semplicità e passione cosa significa essere parte di questa realtà: «Far parte di un’OP vuol dire entrare in una grande famiglia. Non sei solo — condividi esperienze, risorse, obiettivi. E i risultati si vedono.»
Una testimonianza diretta che ha offerto ai partecipanti una prospettiva autentica sul valore concreto dell’aggregazione nel settore ortofrutticolo.
Innovazione e territorio: la carota di Fonteverde
La giornata ha ospitato anche un momento di approfondimento tecnico con Giuseppe Calabrese, agronomo di O.P. Fonteverde, che ha illustrato come l’innovazione agronomica e la conoscenza profonda del territorio siano alla base della qualità del prodotto: «Conoscere è il primo passo per migliorare. E questo territorio ci permette di coltivare una carota che non ha eguali.»

Un confronto aperto — a cui hanno partecipato rappresentanti di note case sementiere, tecnici agronomi e consumatori finali — che ha dimostrato come ricerca, esperienza e radicamento territoriale possano andare di pari passo.
Il gusto come filo conduttore
A chiudere la giornata, un buffet preparato da una chef locale con i prodotti dell’OP: un momento conviviale che ha trasformato la filiera in esperienza sensoriale, portando sulla tavola ciò che poche ore prima era ancora nei campi.





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