Ortofrutta Experience fa tappa nell’O.P. Vittoria Tomatoes, dove il pomodoro siciliano conquista il mondo
Il 15 giugno 2026, Ortofrutta Experience ha fatto tappa a Vittoria, in provincia di Ragusa, ospite dell’O.P. Vittoria Tomatoes. Una giornata tra serre, persone e storie — nel cuore di uno dei distretti ortofrutticoli più vocati d’Italia, dove la tradizione agricola siciliana incontra una visione produttiva proiettata sui mercati internazionali.
Un grazie che diventa visione
A dare il tono alla giornata è stato Salvatore Tomasi, che ha scelto parole semplici e dirette per descrivere il senso di questo Open Day: un ringraziamento. Alle famiglie, ai collaboratori, a chi ogni giorno contribuisce a costruire ciò che è Vittoria Tomatoes. “La sostenibilità per noi è sostegno”, ha spiegato. “Sostegno alla qualità di prodotto, sostegno all’ambiente, ma anche sostegno sociale. Intorno a noi ci sono tantissime famiglie che contribuiscono a creare tutto quello che è Vittoria Tomatoes oggi.”

Un messaggio che va oltre la retorica della sostenibilità aziendale e tocca qualcosa di più concreto: la consapevolezza che un’impresa agricola sana è anche un presidio sociale per il territorio che la ospita. Con uno sguardo al futuro: “Speriamo che anche i figli possano intraprendere la strada di una produzione sana e sostenibile.”
Undici anni di crescita, 23 soci, un progetto in espansione
Paola Salafia ha ripercorso la storia recente della cooperativa: riconosciuta come Organizzazione di Produttori nel 2015, Vittoria Tomatoes conta oggi 23 soci e si avvale di un gruppo di agronomi dedicati che seguono e assistono ogni associato per garantire standard qualitativi omogenei e verificabili.
Il prossimo passo è il nuovo magazzino, un investimento strategico che permetterà alla cooperativa di gestire in prima persona l’intero processo di lavorazione, riducendo la dipendenza da terzi e rafforzando il controllo sulla filiera. Una scelta che dice molto sulla direzione intrapresa: crescere senza delegare la qualità.
Dalla Sicilia al mondo: 145 ettari, 12 mesi l’anno, cinque continenti
I numeri li ha raccontati Rosario Tomasi, e sono numeri che fanno riflettere. L’85% della produzione di Vittoria Tomatoes viene esportata: Irlanda, Inghilterra, Svizzera, Germania, Polonia, paesi dell’Est Europa. Ma non solo. Da gennaio 2026 la cooperativa esporta verso Hong Kong, e Singapore è già nel mirino — la prossima frontiera di un percorso commerciale in costante espansione.

La base produttiva è di 145 ettari propri, con una copertura che punta ai 12 mesi annui, anche se il picco commerciale si concentra nel periodo dicembre-maggio. Una programmazione che richiede precisione agronomica, varietà differenziate e una logistica strutturata — tutto ciò che Vittoria Tomatoes ha costruito nel corso di undici anni di attività come OP.
Sostenibilità che si vede, si tocca, si misura
Camminare tra le serre di Vittoria Tomatoes significa vedere la sostenibilità all’opera, non solo dichiarata. Substrato in fibra di cocco, raccolta delle acque piovane, ganci e fili biodegradabili, impollinazione naturale attraverso i bombi: ogni scelta produttiva risponde a una logica precisa, certificata da standard internazionali riconosciuti — GLOBAL G.A.P., BRC Food Certificate, SEDEX, LEAF, GRASP, TESCO Nurture.
Una gamma di prodotto coerente con questa filosofia: il ciliegino rosso TOM, disponibile tutto l’anno; il datterino PLUMY; il grappolo BIGGY; il ciliegino giallo YLY. E in estate, l’anguria Strike, con i suoi piccoli semi bianchi e un grado Brix che tocca 13.
Il territorio come vantaggio competitivo
Vittoria non è solo un indirizzo. È un contesto produttivo unico, dove il clima mediterraneo estremo — estati calde, inverni miti, sole abbondante — diventa una risorsa da valorizzare, non un dato passivo. L’O.P. Vittoria Tomatoes lo sa bene, e lo ha trasformato in un posizionamento chiaro sui mercati internazionali: prodotto siciliano, qualità verificabile, filiera trasparente.
Ortofrutta Experience è tornata dalla Sicilia con una certezza in più: il futuro dell’agricoltura si costruisce così, un ettaro alla volta, una famiglia alla volta, un mercato alla volta.




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