Open Op Agrinola: un gusto che ti avvolge
C’è un filo che unisce il noccioleto al vasetto di crema, il campo al confezionamento, il produttore al consumatore. Il 13 maggio, a Vignanello, in provincia di Viterbo, Ortofrutta Experience ha seguito quel filo fino in fondo, aprendo le porte di O.P. Agrinola Società Cooperativa a studenti, cittadini e istituzioni locali.
Una giornata di festa e di condivisione — come l’ha definita Federico Laurenti, Consigliere dell’OP — pensata per avvicinare le nuove generazioni a una delle produzioni agricole più preziose del Lazio settentrionale: la Nocciola Tonda Gentile Romana.

Una cooperativa radicata nel territorio
Fondata nel 1997 e riconosciuta dall’Unione Europea come Organizzazione di Produttori, Agrinola riunisce oggi 230 coricoltori le cui aziende agricole si estendono su oltre 1.500 ettari concentrati nell’area nord del Lazio, in un territorio vocato da secoli alla coltivazione del nocciolo. La cooperativa non si occupa soltanto della filiera post-raccolta, ma fornisce ai propri soci quel supporto tecnico e amministrativo di cui una coltura altamente specializzata come il nocciolo ha bisogno per esprimere il meglio di sé.
«Seguiamo i nostri soci dalla A alla Z» ha spiegato Alessandro Romani, tecnico dell’OP. «Li guidiamo verso le produzioni biologiche e integrate, gestiamo la doppia raccolta in modo oculatissimo e li accompagniamo durante tutto l’anno corilicolo: dalla gestione dei mezzi agricoli fino a portare a termine le annualità senza problemi di ogni genere. Li conosciamo come una grande famiglia.»

Il viaggio nella filiera
Al centro della visita, il magazzino: cuore operativo della cooperativa e protagonista assoluto di un Open Day che, cadendo fuori dalla stagione di raccolta, ha scelto di raccontare la nocciola attraverso ciò che accade dopo il campo.
A guidare gli studenti delle scuole medie di Vignanello è stato Giuseppino Lupi, tecnico agronomo dell’OP, che ha illustrato passo dopo passo l’intero processo produttivo. «La visita è iniziata dal momento in cui il produttore arriva con il suo prodotto dal terreno» ha raccontato Lupi. «C’è una prima fase di scarico in cui vengono ricevute le nocciole sia sporche che pulite: quelle sporche vengono prima liberate dai detriti della raccolta e poi avviate agli essiccatori, mentre quelle già essiccate vengono collocate negli appositi siti di stoccaggio.»
Da lì inizia la seconda parte del processo, quella della trasformazione: sgusciatura meccanizzata e selezione ottica, che consente di ottenere un prodotto calibrato, uniforme e di altissima qualità costante. Macchinari di ultima generazione — tra cui sistemi a risonanza — lavorano in sinergia con il controllo manuale finale per garantire che ogni nocciola che lascia il magazzino rispetti gli standard rigorosi della cooperativa.
Formare il futuro
Se la filiera è stata il filo conduttore della giornata, il vero protagonista è stato il pubblico: gli studenti. Una presenza che ha emozionato i responsabili dell’OP e che Laurenti ha voluto sottolineare con forza.
«Siamo particolarmente contenti della presenza degli studenti» ha dichiarato il Consigliere. «Riteniamo che nel loro percorso formativo debbano avere sin da subito una certa vicinanza alle realtà produttive del territorio. Il lavoro nel comparto frutticolo richiede passione, dedizione e sacrificio — ma condotto con le giuste competenze e professionalità può dare alta soddisfazione, personale ed economica.»
Un messaggio diretto, concreto, che va oltre la visita e si trasforma in orientamento: l’agricoltura come scelta consapevole, non come retaggio del passato.





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